Dittico – Mihu Vulcanescu

Borgo Museo | Casa Paloscia 1975 – 2021


ITALIANO | English below

La vita

Dal temperamento “estroso e lunatico”, come descritto dall’incisore e pittore Alessandro Nocentini, Mihu Vulcanescu è noto come pittore, ceramista e grafico. Nativo della Romania, è nato a Bucarest nel 1937 e è morto nella propria patria nel 1994. Ha vissuto per diversi anni a Firenze, alternando i suoi soggiorni tra la Romania e la Toscana. Di cultura e religione cristiano-ortodossa, è cresciuto e si è formato a Bucarest, arrivando a Firenze con un permesso di lavoro, lasciando la moglie e i figli in Romania, durante la dittatura di Nicolae Ceausescu, con l’obbligo di periodici rientri e controlli da parte della polizia sugli sviluppi dei suoi lavori, periodo segnato da un forte senso di amarezza. Amava profondamente la musica di Segovia.

La poetica

A presentare l’artista le parole del critico Tommaso Paloscia: “Conosco Mihu Vulcanescu e la sua pittura dalle prime frequentazioni fiorentine; […] e conosco le difficoltà ambientali (economiche soprattutto) nelle quali si è imbattuta la sua ricerca che ha avuto solamente negli olii e nelle ceramiche gli strumenti di una sopravvivenza ingiustamente difficile”. La fantasia e il linguaggio sono chiaramente espressionisti. L’artista ha sempre lavorato alacremente cercando dall’arte toscana l’alimentazione alla sua vena disegnativa e pittorica, soprattutto in una trasposizione surrealista su ceramica attraverso una iconografia tradizionale rivisitata. Mihu Vulcanescu è partito però da un naturalismo generalizzato. Nei disegni e le incisioni la sua preparazione culturale e professionale ha subito le suggestioni dei disegni di Brancusi e, in particolare, l’influenza del suo connazionale Tristan Tzara: “Ne viene fuori un racconto nel quale le indicazioni della tradizione godono il rispetto cui deve attenervi ogni progetto di rinnovamento. Il pittore rumeno, mai rinnegando i grandi valori culturali del proprio paese, ha saputo inserire col tempo i valori offertigli da una Firenze”, per dirla con le parole stesse di Paloscia.

L’opera a Castagno

Dittico di Casa Paloscia a La Vigna è un chiaro esempio delle ceramiche di Mihu Vulcanescu definite “icone moderne”. Le immagini espresse con un linguaggio surrealista, sono segnate col nero sul fondo bianco maiolicato delle ceramiche da adornamento. Il segno grafico è piacevole e delicato, non per nulla Vulcanescu è un grafico di primissimo ordine e l’immagine limpida è ancora più marcata nell’esecuzione in ceramica, contenuta in uno spazio bianco che ne esalta le linee. La stesura cromatica è monocroma e riesce a trasferire l’osservatore in un mondo di poesia, attraverso “intuizioni segniche dove il reale e il fantastico si mescolano”. Il suo amore per la musica è chiaramente intuibile. Come dice Paloscia:“I tentativi di Vulcanescu ribadiscono la condizione meravigliosa di una pittura e soprattutto di un segno i quali incisivamente sanno attingere alle fonti delle emozioni e rappresentare in fascinose sintesi il frutto della ricerca”.


ENGLISH

Biography

With a "whimsical and moody" temperament, as described by the engraver and painter Alessandro Nocentini, Mihu Vulcanescu is known as a painter, ceramist and graphic designer. A native of Romania, he was born in Bucharest in 1937 and died in his homeland in 1994. he He lived for several years in Florence, alternating his stays between Romania and Tuscany. Of Christian-Orthodox culture and religion, he grew up and trained in Bucharest, arriving in Florence with a work permit, leaving his wife and children in Romania, during the dictatorship of Nicolae Ceausescu, with the obligation of periodic returns and checks by the police on the development of his work, a period marked by a strong sense of bitterness. He deeply loved Segovia's music.

Philosophy

To introduce the artist the words of the critic Tommaso Paloscia: "I know Mihu Vulcanescu and his painting from the first Florentine acquaintances; […] And I know the environmental difficulties (especially economic) that the search for him encountered, who had only in oils and ceramics the tools for an unjustly difficult survival”. Fantasy and language are clearly expressionist. The artist has always worked diligently looking for the power to his drawing and pictorial vein from Tuscan art, especially in a surrealist transposition on ceramics through a revisited traditional iconography. Mihu Vulcanescu, however, started from a generalised naturalism. In the drawings and engravings, his cultural and professional preparation has been influenced by Brancusi's drawings and, in particular, by the influence of his compatriot Tristan Tzara: "The result is a story in which the indications of tradition enjoy the respect which it owes follow every renovation project. The Romanian painter, never denying the great cultural values ​​of his own country, has been able to insert over time the values ​​offered to him by a Florence”, to use Paloscia's own words.

Artwork in Castagno

Dittico (Diptych) at Casa Paloscia in La Vigna is a clear example of Mihu Vulcanescu's ceramics defined as “modern icons”. The images expressed in a surrealist language are marked with black on the white majolica background of the decorative ceramics. The graphic sign is pleasant and delicate, not for nothing Vulcanescu is a graphic of the highest order and the clear image is even more marked in the ceramic execution, contained in a white space that enhances its lines. The chromatic drafting is monochromatic and manages to transfer the observer into a world of poetry, through "insights into signs where the real and the fantastic mix". His love for music is clearly understandable. As Paloscia says: “Vulcanescu's attempts reaffirm the wonderful condition of a painting and above all of a sign which incisively knows how to draw from the sources of emotions and represent the fruit of research in fascinating synthesis”.