Pistoia

Il mestiere di con-vivere: il tema dei 'Dialoghi sull'uomo 2019' che è quotidianità a Castagno

Questo weekend - 24, 25 e 26 maggio - Pistoia ospita la X edizione dei Dialoghi sull’uomo, il famoso festival d’antropologia che ogni anno indaga l’attualità insieme a vari pensatori contemporanei. Tema del 2019 è “Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie e destini”.

Gli abitanti di Castagno conoscono bene questo “mestiere”.

Da sempre, inevitabilmente, qui le vite si incrociano con quelle dei vicini e di qualsiasi visitatore del borgo. Forse grazie alle dimensioni “minuscole” del luogo, la convivenza è naturale e spontanea. I vicoli e la piazzetta con l’antica fontana, da cui tutti bevono l’acqua che per qualche ragione “è più buona di quella nelle case”, sono come un’estensione delle abitazioni. Pubblico e privato si mescolano quotidianamente. Ecco perché è fondamentale prendersi cura dell’ambiente, perché è la “nostra” casa, quella di tutti e quindi anche mia. Ecco perché il borgo è così ben curato dai suoi abitanti. Ecco perché Aldo, mentre cammina, si ferma a raccogliere da terra un sacchetto di plastica portato dal vento. Ecco perché qui chi si incontra non può che salutare l’altro, scambiare qualche parola (magari da finestra a finestra) e, spesso e volentieri, anche un invito a fare qualcosa insieme, a condividere un caffè oppure un “lavoretto” come la raccolta delle olive…

La fontana del 1826 nella piazzetta di Castagno

La fontana del 1826 nella piazzetta di Castagno

L’orto di Riccardo. L’orto del Paese.

Qui il privato sfuma nel pubblico e viceversa. Le staccionate, i muretti e cancelletti, sono solo una decorazione. Spesso gli spazi personali si convertono in luoghi aperti alla collettività. Un esempio è il piccolo orto di Riccardo, castagnolo da circa dieci anni: “Il piccolo orto di casa mia è l’orto di tutto il paese” - racconta - “chiunque può procurarsi qualche foglia di salvia o rosmarino ed io sono contentissimo: più le piante vengono tagliate, più crescono!”. E mentre lo dice, passa un ragazzino, il figlio dei vicini, con forbici e mazzetto verde: “Ciao Riccardo, ti ho appena preso un po’ di salvia”.

Qui anche gli elementi naturali ci parlano di convivenza: in tutto il borgo i ciottoli dei vicoli si alternano armoniosamente ai fili d’erba verdeggianti e i fiori interrompono le pietre per spuntare dai cinerei muriccioli.

Tutto qui con-vive e stare insieme sembra l’unico modo possibile per stare bene.

I Dialoghi da non perdere!

Il tema proposto dai Dialoghi sull’uomo 2019 è la nostra quotidianità e siamo quindi molto curiosi di scoprire come lo racconteranno e approfondiranno gli ospiti di quest’anno. Ecco alcuni incontri, secondo noi, da non perdere!

  • Venerdì 24 Maggio, ore 17.30

Insieme... - Enzo Bianchi

Davanti al quadro sconsolante di una società ormai incapace di ascoltare se stessa, invasa dall’egolatria dominante e dai comportamenti incivili che propongono solo parole e gesti carichi di odio, emerge l’urgenza di riconoscere la presenza di una spiritualità che fa dire che l’umanità è una. Spiritualità non intesa in stretto senso religioso, ma come vita interiore profonda, come impegno nelle vicende umane, come ricerca di un vero servizio agli altri, attenta alla dimensione estetica e alla creazione di bellezza nei rapporti umani.

Luogo: Piazza del Duomo, Pistoia. Gratuito.

  • Sabato 25 Maggio, ore 11.00

Siamo individui o condividui? Un incontro tra biologia e antropologia - Elena Gagliasso con Francesco Remotti

Nulla di più naturale che pensarci come individui: “io sono io e basta”. Presso altre società gli antropologi si sono imbattuti in modi assai diversi di rappresentare l’io o la persona, cioè come esseri plurali e divisibili, a cui hanno dato il nome di dividui. Riflettendoci, si scopre che questi esseri spesso sono anche concepiti come piccole società. L’io è un insieme, una convivenza, non un individuo, e nemmeno un “dividuo”, ma un condividuo. Gli antropologi credevano di avere fatto una bella scoperta. E invece no: anche i biologi, da quando hanno iniziato a studiare i microorganismi e le forme di simbiosi interne, hanno messo in discussione il concetto di individuo e di identità individuale e scoperto che quelli che noi chiamiamo normalmente individui in realtà sono “condividui”. Insomma, biologi e antropologi hanno percorso due strade lontane tra loro che, però, a un certo punto si incrociano, con soddisfazione di entrambi (e forse non solo loro).

Luogo: Piazza San Bartolomeo, Pistoia. Biglietto: 3€

  • Sabato 25 Maggio, ore 18.30

Siamo esseri sociali? Un dialogo tra neuroscienze e filosofia - Giacomo Rizzolatti con Corrado Sinigaglia

“Mettiti nei miei panni!”, “Cosa faresti al mio posto?”. A tutti è capitato di sentirsi rivolgere una richiesta di questo tipo da qualcuno che desiderava ricevere un consiglio. Quello che forse non abbiamo mai immaginato è che tale appello fosse indirizzato a un vasto numero di aree cerebrali con funzioni e caratteristiche assai differenti. A quasi trent’anni dalla loro scoperta, oggi sappiamo che i neuroni specchio non sono una bizzarria di una piccola porzione della corteccia, ma riflettono un meccanismo fondamentale di funzionamento del cervello. Sono infatti alla base della nostra facoltà di comprendere le azioni e le emozioni altrui. Si tratta di una comprensione particolare, che avviene dall’interno. Sotto certi aspetti, ciò di cui facciamo esperienza quando osserviamo gli altri agire o provare un’emozione non è diverso da quando agiamo o proviamo un’emozione in prima persona. Un neuroscienziato e un filosofo ci parlano del nostro “essere sociali”.

Luogo: Piazza del Duomo, Pistoia. Biglietto: 3€

  • Sabato 25 Maggio, ore 21.15

Vandana Shiva - Impariamo a condividere il nostro pianeta: è di tutti!

La nostra coscienza di poter essere il cambiamento, come diceva Gandhi, è la base da cui partire per coltivare la speranza, l’amore e la compassione in quest’epoca di disperazione, paura e odio. La speranza si fonda dunque sull’unione, sulla filosofia della Terra intesa come un’unica famiglia. Ce la faremo impegnandoci a partecipare in ogni momento alla difesa e alla rigenerazione del tessuto naturale e sociale della vita." - Vandana Shiva riceverà il Premio internazionale Dialoghi sull’uomo.

Luogo: Piazza del Duomo, Pistoia. Biglietto: 3€

  • Domenica 26 Maggio, ore 17.30

Shahram Khosravi - Ancora un passo e sarò altrove. Riflessioni di un antropologo migrante illegale.

La riflessione che propone Shahram Khosravi verte sulla natura dei confini, fisici e politici, sui rituali e sulle pratiche dell’attraversamento e prende le mosse sia da una ricerca sul campo sia da un’esperienza di migrazione illegale vissuta in prima persona trent’anni fa. Ne emerge un percorso di studio rigoroso sulle frontiere, sulle migrazioni, sulle disuguaglianze e sulle discriminazioni contemporanee che coniuga la metodologia etnografica con narrazioni dense di sensazioni ed emozioni.

Luogo: Piazza San Bartolomeo, Pistoia. Biglietto: 3€.

Qui il programma completo dei Dialoghi sull’uomo 2019.


Venite a trovarci!

Fra una conferenza e l’altra avrete sicuramente il tempo per visitare Castagno (che dista solo 12 km dalla città di Pistoia ed è facilmente raggiungibile, sia in auto che in treno). Venite a trovarci, a provare quel senso di naturale convivenza che esiste nel nostro piccolo grande borgo museo, a stare bene insieme a noi!

Vi aspettiamo a Castagno di Maggio (questo weekend, gli ultimi percorsi lenti), ai prossimi eventi (segnate in agenda il Borgo Museo Festival: domenica 30 giugno) e sempre, in qualsiasi giorno abbiate voglia o bisogno di convivere e condividere momenti di semplice benessere e autentica bellezza, tra arte e natura! ;)

Intervista a Simonetta Paloscia: un racconto di Castagno tra bei ricordi e nuove idee!

Qui un’intervista di Elena Mazzoni Wagner a Simonetta Paloscia per la nostra nuova rubrica #WomenInCulture, nata a seguito della #MuseumWeek 2019. Buona lettura!

Simonetta Paloscia a Castagno il 12 Maggio 2019, durante il percorso lento “Il borgo museo” - Foto: Rachele Salvioli.

Simonetta Paloscia a Castagno il 12 Maggio 2019, durante il percorso lento “Il borgo museo” - Foto: Rachele Salvioli.

Simonetta Paloscia, il suo cognome racchiude una bellissima e curiosa storia legata all'Arte. In questa intervista la approfondiremo. Intanto, ci racconti un po' di lei...

Mi ritengo una persona molto curiosa e quindi interessata a tanti argomenti diversi. Come scelta di studi prima e lavorativa dopo ho privilegiato gli aspetti scientifici laureandomi in Scienze Agrarie e lavorando poi col Consiglio Nazionale delle Ricerche su temi di tipo ambientale e di osservazione della Terra dallo spazio. Non sono sicura che certe scelte non siano anche state dovute ad una volontaria presa di distanza dall’ambiente familiare e dalla figura un po’ ingombrante di mio padre. Ho sempre avuto il timore che di me si dicesse, se mi fossi occupata per esempio di storia dell’arte, “per forza, è la figlia del Paloscia!”. Questo non toglie che l’arte contemporanea insieme con la letteratura siano alcune mie passioni che ho sempre coltivato a latere. Tanto per fare un esempio scrivo poesie e ho anche pubblicato qualche libriccino per mia soddisfazione personale.

Suo padre, Tommaso Paloscia, è il fondatore del Museo all'aperto di Castagno. Lei era una bambina. Che ricordi ha di quegli anni '70 in cui Castagno era un rinomato luogo di villeggiatura e frequentato da tanti artisti?

Allora, tanto bambina non ero, visto che nel 1974 quando è cominciato il premio Castagno avevo bene o male già 16 anni. Per me è sempre stato un grande divertimento vedere il paese trasformarsi in quelle estati e passare dalla fase sonnolenta e un po’ noiosa, tipica di tutti i piccoli paesi soprattutto in periodo estivo, ad una attività frenetica dove tutti erano impegnati a fare le cose più disparate. Chi dipingeva, chi cucinava, chi cercava oggetti necessari e mancanti, chi girava per il paese. Insieme alle attività del Premio c’erano infatti anche quelle legate ad altre iniziative, come l’ex-tempore, le cacce al tesoro, le cronoscalate che erano invece organizzate dall’Avvocato Buzio e che portavano tante facce nuove in paese. La maggior parte degli artisti del Premio Castagno erano quelli che frequentavo a Firenze in occasione delle inaugurazioni delle mostre e delle cene e che quindi conoscevo molto bene.

Chi era suo padre? 

Bella domanda! Difficile rispondere. Era una persona deliziosa (ma lo so che sono di parte), molto dolce, curiosa, abbastanza schiva. Giornalista, critico d’arte, ma anche, e non tutti lo sanno, caricaturista e disegnatore e come lo ha definito qualcuno “uno dei personaggi più sommessi e straordinari di Firenze”. Giampiero Masieri, uno dei suoi colleghi de La Nazione ha scritto di lui quando è scomparso: “I colleghi anziani lo chiamavano Sisino, quelli di mezzo Tommaso, i più giovani dottor Paloscia. “La Nazione” aveva una sorella, minore ma non dimessa, “Nazione Sera”. Redattore capo, con il potere di fare e disfare, era Tommaso Paloscia, giornalista anzitutto, ma anche vignettista e non ultimo pittore.” Per me un babbo (anzi papà perché lui non era toscano e il termine babbo non gli era familiare) affettuoso e meraviglioso, non molto presente fisicamente perché al giornale aveva orari terribili, ma che mi teneva sulle ginocchia per farmi disegnare “Conchio”, come lo chiamavo io, ovvero Pinocchio.

E perché secondo lei si è innamorato di questo luogo? Cosa ha di tanto speciale Castagno? 

L’innamoramento per Castagno è venuto in seguito alla ricerca di un posto dove trascorrere le domeniche e parte delle ferie estive. Un suo collega, Fernando Chirici, gli suggerì questo posto perché anche lui aveva casa qui. Cominciammo venendo un’estate, come si faceva in tanti all’epoca (ed ero sì veramente una bambina) affittando una stanza in una casa del paese (credo anche di ricordarmi quale). Poi mio padre comprò un pezzetto di terra tanto per poter venire a fare dei pic-nic domenicali e poi infine la casa, che ancora è nostra, un po’ fuori paese. Castagno è un posto dell’anima e non solo degli occhi. Voglio dire che il paesino è delizioso ma per me è anche ricordi d’infanzia, quando si veniva su anche con mia nonna e si scaldavano i letti col ‘prete’ e io e lei si dormiva nello stesso lettino, una da capo e l’altra da piedi. Vuole dire l’odore delle ‘bruciate’ (o ‘fruciade’ come le chiamano qui), il puzzo di fumo del camino che non tirava, la nebbia appenninica, le giornate di pioggia chiusa in casa a leggere. In sostanza, odio e amore, odio soprattutto in inizio di adolescenza (13-14 anni) quando non mi piaceva venire su e avrei preferito restare a Firenze con gli amici.

Che rapporto esisteva in quegli anni tra il Museo, quindi l'arte, e gli abitanti del borgo?

Come in tutti i posti c’erano persone favorevoli a cui le iniziative piacevano e che si davano da fare per cercare di aiutare mio padre e l’Avvocato Buzio in tutte le loro richieste, ed altri che erano sostanzialmente indifferenti o addirittura contrari. Uno dei più grandi ‘sostenitori era Ildo il proprietario della bottega e poi del ristorante che metteva a tavola senza battere ciglio tutte le persone che mio padre portava a Castagno. E ovviamente la Pro-loco onnipresente organizzatrice di tutte queste attività, soprattutto nelle persone dei fratelli Romagnani (Aldo e Giovanni, il primo sempre superattivo e il secondo purtroppo scomparso troppo presto).

La via delle artiste donne a Castagno, con le sculture “La madre” di Chiara Coda e “L’unione” di  Diana Baylon  - Foto: Rachele Salvioli, 12 Maggio 2019

La via delle artiste donne a Castagno, con le sculture “La madre” di Chiara Coda e “L’unione” di Diana Baylon - Foto: Rachele Salvioli, 12 Maggio 2019

Domanda legata al tema principale della #MuseumWeek 2019: #WomenInCulture. Tra le opere che troviamo al Museo all'aperto di Castagno, ci sono alcune sculture firmate da due donne: Chiara Coda e Diana Baylon. Tutte le altre sono di artisti uomini. Cosa sa dirci di queste due artiste donne? 

Conoscevo piuttosto bene Diana Baylon, artista eclettica e internazionale con una personalità prorompente, mentre non so assolutamente niente di Chiara Coda, della quale non ho trovato traccia nemmeno nello sterminato archivio di Tommaso. Mi viene da pensare che avesse spontaneamente aderito ad una delle chiamate a correo che mio padre spesso lanciava alle mostre fiorentine chiedendo delle opere da esporre al Museo di Castagno. Altro non so e sarà difficile saperne di più a meno che non sia lei a farsi viva.

Ci confidi un segreto, se può. Qual è, tra tutte le opere del Museo, la sua preferita? O a quale si sente più legata? E perché?  

Sono molto legata ai due affreschi di Alinari e De Poli perché erano gli artisti più vicini a me di età e alle cui mostre andavo più volentieri. Allego (qui sotto) una foto di loro che dipingono le proprie opere nel 1975. Peccato che quella di Alinari sia veramente scomparsa perché il tempo non ha avuto pietà dei suoi acrilici. De Poli ha promesso che restaurerà la sua, speriamo.

Luca Alinari  e  Fabio De Poli  a Castagno, mentre dipingevano i loro affreschi: “Ottobre” (De Poli) e “Novembre” (Alinari). Foto: dall’archivio di Tommaso Paloscia.

Luca Alinari e Fabio De Poli a Castagno, mentre dipingevano i loro affreschi: “Ottobre” (De Poli) e “Novembre” (Alinari). Foto: dall’archivio di Tommaso Paloscia.

Ci racconti ancora un ricordo, un momento particolare trascorso a Castagno in passato e che in qualche modo ha segnato la sua vita. 

Ricordi legati a Castagno ne ho tanti, difficile sceglierne uno. Ricordo con gioia i pranzi di tante persone (20-30) che la mamma (poverella!) organizzava alla Vigna (dove è casa nostra) in occasione delle vendemmie e delle ciliegiate. Dove c’erano amici sia miei che di mio padre e dove si stava in allegria a tavola dopo aver faticato a raccogliere uva o ciliegie (appunto) e non sempre col bel tempo. Dove ospiti immancabili erano Alfredo Fabbri (pittore pistoiese, autore di uno degli affreschi) e sua moglie Mary. In queste occasioni gli ospiti firmavano, e chi voleva faceva anche un disegno o scriveva un testo, una poesia, un quaderno a ricordo della bella giornata passata in compagnia. Ovviamente a casa ho ancora tutti questi quaderni e li guardo sempre con un po’ di nostalgia.

Riguardo il futuro invece, cosa immagina per il Museo all'aperto di Castagno?

Dipenderà da tante cose ovviamente ma mi piacerebbe poter continuare a portare opere al paese anche se ovviamente non ho il potere contrattuale di mio padre e mi dovrò basare solo su rapporti di amicizia. In ogni caso spero che si possano restaurare le opere esistenti in modo da renderle anche più durature.

Quali (o che tipo di) artisti contemporanei le piacerebbe invitare per ripristinare la tradizione avviata negli anni '70 da suo padre a Castagno, e quindi ricominciare ad arricchire e diffondere il Museo all'aperto?

Stavo pensando a portare su qualche opera di artiste che sono purtroppo poco rappresentate al Museo. Questo accade sia per ragioni storiche (nel senso che il numero di donne che lavora e lavorava, soprattutto all’epoca, nel settore artistico, era esiguo rispetto al numero dei collegi maschi) che forse anche per ragioni culturali legate proprio a mio padre - che non potrei definire un maschilista ma nemmeno un femminista sfegatato, e prediligeva i rapporti con gli artisti uomini. Vedremo cosa riuscirò a fare, ho qualche ideuzza…

Che lei sappia, esistono in Italia o nel Mondo, altri Borghi Musei come Castagno? Se sì, quali/dove?

Conosco sicuramente anche per esserci stata Lizzano (una frazione del comune di San Marcello Piteglio, nella provincia di Pistoia) dove ci sono degli affreschi sulle pareti delle case. Viene infatti chiamato il paese dei murales. Altri esempi non mi vengono in mente ma mi sembra che il Museo all’aperto di Castagno sia un’esperienza abbastanza unica.

Infine, un sogno nel cassetto: esprima un desiderio per Castagno di Piteccio, il Borgo Museo di Pistoia! 

Mah, soprattutto il desiderio e l’auspicio che non se ne perda memoria e che le opere esistenti vangano conservate al meglio. Se poi si riuscisse a incrementare il numero delle opere esposte sarebbe ovviamente anche meglio. Ci vorrebbe però che il paese riuscisse a riemergere da questa condizione di abbandono in cui sta versando da diversi anni non solo con iniziative ed eventi di tipo culturali come quelle che state portando avanti voi ma anche con attività, per esempio, di ristorazione. Chi arriva oggi a Castagno trova un paesino bellissimo ma senza nemmeno uno spazio dove prendere un caffè o mangiare un panino. Sarò prosaica ma credo che questo genere di attività ‘collaterali’ potrebbero aiutare molto la rinascita di un minuscolo paese come questo.

Simonetta Paloscia a Castagno il 12 Maggio 2019, durante il percorso lento “Il borgo museo” (la pioggia non ci ha fermati!) - Foto: Rachele Salvioli.

Simonetta Paloscia a Castagno il 12 Maggio 2019, durante il percorso lento “Il borgo museo” (la pioggia non ci ha fermati!) - Foto: Rachele Salvioli.

Castagno di Maggio 2019 - il programma dei percorsi lenti

In programma, nelle domeniche di maggio, quattro passeggiate a tema (La città di Pistoia, Il borgo museo, I castagni secolari, L’archeologia industriale) più un percorso notturno, nati dalla recente pubblicazione del libro guida ‘Castagno di Piteccio – Il borgo museo di Pistoia’.

Castagno di Maggio - percorsi lenti - con loghi.jpg

DOMENICA 5 MAGGIO - PERCORSO LENTO “LA CITTÀ DI PISTOIA”

Biciclettata dal borgo di Castagno, passando per la stazione di Piteccio, fino ad arrivare al parco di Villa Puccini. Qualsiasi bicicletta è adatta al percorso, dalla Graziella alla mountain bike. Ore 9.00, ritrovo alla stazione di Pistoia. Arrivo a Castagno e possibilità di fare colazione alla Pro Loco. Ore 11.00, discesa in bici verso Pistoia. Ore 13.30, arrivo a Villa Puccini e pranzo al sacco. Infine, visita nel parco. ISCRIZIONE obbligatoria e aperta ad un massimo di 20 persone. Tour guidato: 15 euro. Biglietto treno: 2,60 euro.

ATTENZIONE! A causa del brutto tempo, il percorso lento “La città di Pistoia” di DOMENICA 5 MAGGIO è stato posticipato a SABATO 25 MAGGIO. Il resto del programma resta invariato! 

DOMENICA 12 MAGGIO - PERCORSO LENTO “IL BORGO MUSEO”

Un percorso che esplora il museo a cielo aperto di Castagno, a fianco di una guida esperta che racconterà la storia del borgo e delle opere d’arte che custodisce. Ore 9.00, ritrovo alla stazione di Pistoia. Arrivo a Castagno e visita al borgo museo. Possibilità di pranzare alla Pro Loco, in alternativa pranzo al sacco. Ore 16.00 circa, rientro in treno a Pistoia. ISCRIZIONE obbligatoria e aperta ad un massimo di 20 persone. Tour guidato: 15 euro. Biglietti treno a/r: 5,20 euro. Pranzo al sacco oppure alla Pro Loco su prenotazione (15 euro).

SABATO 18 MAGGIO - PERCORSO LENTO “LA NOTTE DEI MUSEI”

Un percorso notturno che esplora il museo a cielo aperto di Castagno sotto le stelle e a lume di lanterna, a fianco di una guida esperta che racconterà la storia del borgo e delle opere d’arte che custodisce. Festeggeremo così La Notte Europea dei Musei 2019, con una visita in compagnia di lanterne che si accenderanno grazie all'energia solare, quelle di Liter of Light Italia. Ore 21.30, ritrovo alla Pro Loco di Castagno. Visita al borgo museo. Possibilità di cenare alla Pro Loco, prima della visita (ore 20.00). ISCRIZIONE obbligatoria e aperta ad un massimo di 20 persone. Tour guidato: 15 euro. Cena alla Pro Loco su prenotazione (15 euro).

DOMENICA 19 MAGGIO - PERCORSO LENTO “I CASTAGNI SECOLARI”

Un percorso tra i boschi intorno a Castagno alla ricerca dei suoi giganteschi castagni secolari, raccogliendo nozioni di botanica e curiosità sulla natura, flora e fauna, che circonda il borgo. Ore 12.00, ritrovo alla stazione di Pistoia. Arrivo a Castagno e possibilità di pranzare alla Pro Loco, in alternativa pranzo al sacco. Ore 19.00 circa, rientro in treno a Pistoia. ISCRIZIONE obbligatoria e aperta ad un massimo di 20 persone. Tour guidato: 15 euro. Biglietti treno a/r: 5,20 euro. Pranzo al sacco oppure alla Pro Loco su prenotazione (15 euro).

DOMENICA 26 MAGGIO - PERCORSO LENTO "L'ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE"

Un percorso che esplora le tracce intorno al borgo di una delle opere ingegneristiche più importanti dell’800: la Ferrovia Porrettana. La guida ci racconterà storia, tecnologia, curiosità di questa grande impresa. Ore 12.00, ritrovo alla stazione di Pistoia. Arrivo a Castagno e possibilità di pranzare alla Pro Loco, in alternativa pranzo al sacco. Ore 19.00 circa, rientro in treno a Pistoia. ISCRIZIONE obbligatoria e aperta ad un massimo di 20 persone. Tour guidato: 15 euro. Biglietti treno a/r: 5,20 euro. Pranzo al sacco oppure alla Pro Loco su prenotazione (15 euro).


PER INFO ED ISCRIZIONI:

EMAIL CASTAGNODIPITECCIO@GMAIL.COM

TEL. +39 339 6086642

Castagno di Maggio – percorsi lenti per riscoprire il #BorgoMuseo di Pistoia

In programma, nelle domeniche di maggio, quattro passeggiate a tema (La città di Pistoia, Il borgo museo, I castagni secolari, L’archeologia industriale) più un percorso notturno, nati dalla recente pubblicazione del libro guida ‘Castagno di Piteccio – Il borgo museo di Pistoia’. Previsto per sabato 29 giugno un festival con laboratori artistici per bambini, bagni in piscina, street art e kiss point, musica e altre attività. A luglio, una residenza per artisti

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Nell’anno nazionale del turismo lento, Castagno di Piteccio invita cittadini e viaggiatori a riscoprire il Borgo Museo di Pistoia attraverso quattro percorsi lenti con quattro temi diversi (La città di Pistoia, Il borgo museo, I castagni secolari, L’archeologia industriale) più uno notturno, a lume di lanterna, per festeggiare la Notte Europea dei Musei 2019. Un progetto a cura di CCT-SeeCity per la Pro Loco di Castagno, realizzato con la compartecipazione del Comune di Pistoia ed in collaborazione con Tuscany Hiking e FAI Giovani Pistoia.

LA PUBBLICAZIONE DEL LIBRO GUIDA
Il programma Castagno di Maggio è l’evoluzione dei quattro percorsi lenti mappati e proposti dal libro guida ‘Castagno di Piteccio – Il borgo museo di Pistoia’ firmato da Erika Mazzoni Wagner e pubblicato (ad aprile 2019) da CCT-SeeCity. Si tratta di un prodotto editoriale nato come tesi di laurea da un appassionato studio del territorio. Un libro guida per chi, cittadino o viaggiatore, ha la curiosità di conoscere questo antico piccolo borgo che, nel Comune di Pistoia, è anche museo a cielo aperto, contribuendo a sostenere le attività della Pro Loco che se ne prende cura.

POI UN FESTIVAL, LA RESIDENZA D’ARTISTA E IL MUSEO DIFFUSO
L'iniziativa Castagno di Maggio e il libro guida sono solo l’inizio di un progetto che vuole riavvicinare la città di Pistoia al suo Borgo Museo e rilanciare questo luogo - tanto prezioso quanto dimenticato - come destinazione turistica, meta ideale per chi ama vagare tra arte e natura.
Tra i prossimi eventi, anche un festival in programma per sabato 29 giugno: una grande festa con varie attività, laboratori artistici per bambini, bagni in piscina, street art e kiss point, musica e altre sorprese. E poi a luglio, la residenza d'artista: gli abitanti del borgo di Castagno ospiteranno uno o più artisti - selezionati attraverso la Call for Artists aperta sul sito www.castagnodipiteccio.it (fino al 1° maggio) - che in due settimane dovranno realizzare un’opera per il Museo all’aperto. La Call ha sinora raccolto oltre 100 candidature provenienti da tutto il Mondo (da Berlino, Londra, Parigi a New York; da tutta Europa agli Stati Uniti d’America, dall’Africa all’Australia, dall’India al Giappone, etc...) e a giugno saranno annunciati gli artisti invitati. Una residenza d’artista, quindi, che nasce con l’idea di ripristinare quella tradizione locale che in passato ha reso Castagno un borgo così speciale, e con l’intenzione di ripeterla annualmente. Il sogno è di arricchire ed espandere la collezione attuale (42 opere d’arte) immaginando un museo sempre più diffuso che, seguendo le strade ed in particolare la Ferrovia Porrettana, da Castagno arriva ai paesi attorno e alla città di Pistoia.

VIDEO - Grazie a TVL TVlibera per il servizio! Solo una piccola nota: qui chi parla non è Erika Mazzoni Wagner (autrice del libro guida) ma sua sorella Elena Mazzoni Wagner (fondatrice di CCT-SeeCity e curatrice del progetto).

FOTO - Alla conferenza stampa tenuta il 24 Aprile 2019 nello spazio Viabuonfanti42 a Pistoia, sono intervenuti: Elena Mazzoni Wagner (fondatrice di CCT-SeeCity), Aldo Romagnani (Presidente della Pro Loco di Castagno), Michel Bruni (guida ambientale escursionistica, fondatore di Tuscany Hiking), Susanna Bonacchi (vicereferente Gruppo FAI Giovani Pistoia) e Alessandro Tomasi, Sindaco del Comune di Pistoia. Inoltre, presenti: Simonetta Paloscia (figlia del fondatore del Museo all'aperto di Castagno, ovvero Tommaso Paloscia) ed Erika Mazzoni Wagner (autrice del libro guida 'Castagno di Piteccio - Il borgo museo di Pistoia').


CASTAGNO di MAGGIO 2019

IL PROGRAMMA dei PERCORSI LENTI

DOMENICA 5 MAGGIO - PERCORSO LENTO “LA CITTÀ DI PISTOIA”

Biciclettata dal borgo di Castagno, passando per la stazione di Piteccio, fino ad arrivare al parco di Villa Puccini. Qualsiasi bicicletta è adatta al percorso, dalla Graziella alla mountain bike. Ore 9.00, ritrovo alla stazione di Pistoia. Arrivo a Castagno e possibilità di fare colazione alla Pro Loco. Ore 11.00, discesa in bici verso Pistoia. Ore 13.30, arrivo a Villa Puccini e pranzo al sacco. Infine, visita nel parco. ISCRIZIONE obbligatoria e aperta ad un massimo di 20 persone. Tour guidato: 15 euro. Biglietto treno: 2,60 euro.

ATTENZIONE! A causa del brutto tempo, il percorso lento “La città di Pistoia” di DOMENICA 5 MAGGIO è stato posticipato a SABATO 25 MAGGIO. Il resto del programma resta invariato! 

DOMENICA 12 MAGGIO - PERCORSO LENTO “IL BORGO MUSEO”

Un percorso che esplora il museo a cielo aperto di Castagno, a fianco di una guida esperta che racconterà la storia del borgo e delle opere d’arte che custodisce. Ore 9.00, ritrovo alla stazione di Pistoia. Arrivo a Castagno e visita al borgo museo. Possibilità di pranzare alla Pro Loco, in alternativa pranzo al sacco. Ore 16.00 circa, rientro in treno a Pistoia. ISCRIZIONE obbligatoria e aperta ad un massimo di 20 persone. Tour guidato: 15 euro. Biglietti treno a/r: 5,20 euro. Pranzo al sacco oppure alla Pro Loco su prenotazione (15 euro).

SABATO 18 MAGGIO - PERCORSO LENTO “LA NOTTE DEI MUSEI”

Un percorso notturno che esplora il museo a cielo aperto di Castagno sotto le stelle e a lume di lanterna, a fianco di una guida esperta che racconterà la storia del borgo e delle opere d’arte che custodisce. Festeggeremo così La Notte Europea dei Musei 2019, con una visita in compagnia di lanterne che si accenderanno grazie all'energia solare, quelle di Liter of Light Italia. Ore 21.30, ritrovo alla Pro Loco di Castagno. Visita al borgo museo. Possibilità di cenare alla Pro Loco, prima della visita (ore 20.00). ISCRIZIONE obbligatoria e aperta ad un massimo di 20 persone. Tour guidato: 15 euro. Cena alla Pro Loco su prenotazione (15 euro).

DOMENICA 19 MAGGIO - PERCORSO LENTO “I CASTAGNI SECOLARI”

Un percorso tra i boschi intorno a Castagno alla ricerca dei suoi giganteschi castagni secolari, raccogliendo nozioni di botanica e curiosità sulla natura, flora e fauna, che circonda il borgo. Ore 12.00, ritrovo alla stazione di Pistoia. Arrivo a Castagno e possibilità di pranzare alla Pro Loco, in alternativa pranzo al sacco. Ore 19.00 circa, rientro in treno a Pistoia. ISCRIZIONE obbligatoria e aperta ad un massimo di 20 persone. Tour guidato: 15 euro. Biglietti treno a/r: 5,20 euro. Pranzo al sacco oppure alla Pro Loco su prenotazione (15 euro).

DOMENICA 26 MAGGIO - PERCORSO LENTO "L'ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE"

Un percorso che esplora le tracce intorno al borgo di una delle opere ingegneristiche più importanti dell’800: la Ferrovia Porrettana. La guida ci racconterà storia, tecnologia, curiosità di questa grande impresa. Ore 12.00, ritrovo alla stazione di Pistoia. Arrivo a Castagno e possibilità di pranzare alla Pro Loco, in alternativa pranzo al sacco. Ore 19.00 circa, rientro in treno a Pistoia. ISCRIZIONE obbligatoria e aperta ad un massimo di 20 persone. Tour guidato: 15 euro. Biglietti treno a/r: 5,20 euro. Pranzo al sacco oppure alla Pro Loco su prenotazione (15 euro).

Per info ed iscrizioni:


SITO WEB www.castagnodipiteccio.it

EMAIL castagnodipiteccio@gmail.com

TEL. +39 339 6086642


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Perché Castagno fa bene alla Salute! :)

Appena scendiamo dal treno alla Stazione di Castagno, che si trova sulla storica Ferrovia Porrettana, non possiamo fare a meno di notare un curioso particolare. Poco lontano da noi un cartello tra gli alberi recita: “Castagno - Stazione Climatica - M. 500 s.l.m.”.

In occasione della Giornata Mondiale della Salute, vogliamo raccontarvi di questo piccolo dettaglio che spiega un altro prezioso aspetto del nostro Borgo Museo.

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Questa definizione, che oggi a noi può sembrare un po’ bizzarra, venne in passato attribuita a Castagno perché ritenuto un luogo ideale dove rigenerare il proprio corpo e star bene. Veniva infatti usata in varie località italiane per segnalare quei luoghi adatti alla climatoterapia”, ovvero caratterizzati da microclimi particolarmente favorevoli alla salute.

CLIMATOTERAPIA (dal gr. κλίμα "clima", e ϑεραπεία "cura"). - È il complesso delle azioni terapeutiche esercitate dai diversi fattori meteorologici e tellurici propri di ciascun clima, alle quali quasi sempre si aggiunge il riposo dalle occupazioni quotidiane… - dall’Enciclopedia Treccani

Il cartello è stato quindi affisso simbolicamente alla Stazione per indicare che qui, a Castagno, chi arrivava a “villeggiare” avrebbe sicuramente potuto godere di aria pulita. Il cartello non mente! E forse oggi ha un significato ancor più forte: chi visita Castagno, anche solo per mezza giornata, di certo non respira l’aria inquinata della città. Come si legge, sempre nel cartello, il borgo si trova a circa 500 metri sopra il livello del mare, un’altitudine notevolmente più elevata rispetto al centro urbano del comune di Pistoia.

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Sì, chi viene (e vive) a Castagno trae senza dubbio del beneficio per la propria salute, tanto fisica quanto mentale.

Allontanandosi dalla città, dal traffico, dai ritmi frenetici, qui chiunque trova pace e relax! Sia che decidiate di oziare sotto l’ombra degli alberi in estate, o che vi incamminiate per i sentieri immersi nel verde del bosco che circonda il borgo, respirerete aria buona. E poi gli scorci sulle colline e montagne attorno regalano immensi attimi di libertà. Ma anche solo passeggiando per il paese, tra le case in pietra e le opere d’arte del Museo a cielo aperto, significa “staccare” completamente dalla quotidianità che per la maggior parte di noi comprende code in auto, file al bar, routine tra le mura di casa o d’ufficio. Qui invece no. Qui si può sempre godere di una sensazione di semplice e puro benessere, ogni domenica come ogni lunedì o altro giorno della settimana.

Provare per credere! ;)

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Ecco un buon motivo in più per partecipare ai prossimi EVENTI che avranno luogo nel nostro #BorgoMuseo: venire a Castagno fa bene alla Salute! Dai un’occhiata al Calendario in programma ;)

Ma cosa è un Borgo Museo?

Castagno di Piteccio è il Borgo Museo di Pistoia, in Toscana. Ma cosa è un Borgo Museo? Se ve lo state chiedendo, leggete qui! ;)

Camminando per le vie del paese è inevitabile imbattersi in vere e proprie opere d’arte: questo minuscolo e antico borgo offre una serie di affreschi e varie sculture che fanno di Castagno un museo a cielo aperto, dove le mura in pietra delle case sono praticamente pareti espositive tra scorci sul verde delle montagne pistoiesi e pezzi di cielo. Un museo quindi sempre aperto: a tutti, gratuitamente, tutti i giorni dell’anno. Ormai tanto scontato per i fortunati abitanti del borgo quanto invece incredibilmente sorprendente per ogni forestiero.

Il visitatore si accorge prima delle strutture del borgo, delle stupende pietre grigie che ancora sono gli elementi costitutivi delle case, delle architetture semplici e affascinanti; poi, a poco a poco, si avvede delle opere d'arte dislocate come un arredamento in studiata simbiosi con i muri e le viuzze senza sopraffarne l'ordine e l'estetica.” - una descrizione del critico d’arte fiorentino Tommaso Paloscia (fondatore del Museo)*

Orizzontale  - scultura di  Nado Canuti  nella Piazzetta di Castagno

Orizzontale - scultura di Nado Canuti nella Piazzetta di Castagno

MUSEO ALL’APERTO DAL 1975

Castagno è un Museo a cielo aperto dal 1975 ovvero da quando il “villeggiante” Tommaso Paloscia* iniziò ad invitare artisti che, in cambio dell’ospitalità degli abitanti, dovevano lasciare qui un’opera. In totale, 12 affreschi (che ritraggono i mesi dell’anno) e 35 sculture (oggi 30): oltre 40 opere, quindi, che portano la firma di artisti di fama nazionale e internazionale.

“Un critico d'arte che da qualche anno dimorava in paese nella bella stagione, Tommaso Paloscia, aveva chiamato un gruppo di artisti toscani a rinnovare l'antico borgo con l'arte contemporanea. Il successo fu oltre le aspettative ed oggi Castagno è tra i musei che la stessa Regione invita a visitare.” - si legge nello stesso articolo di Paolo Gestri su Il Tirreno, 14 Aprile 2001

Maternità e il gattino  - scultura di  Giuseppe Gavazzi

Maternità e il gattino - scultura di Giuseppe Gavazzi

OLTRE 40 OPERE D’ARTE

È infatti a lui intitolato, al giornalista critico d’arte e saggista Tommaso Paloscia (Roma, 1918 - Firenze, 2005) il Museo all’aperto di Castagno. Mentre gli artisti che coinvolse e di cui possiamo ancora ammirare l’opera donata al borgo sono:

12 Affreschi - Silvio Loffredo, Giuseppe Gavazzi, Renzo Grazzini, Arnaldo Miniati, Vinicio Berti, Quinto Martini, Luciano Guarnieri, Bruno Saetti, Antonio Bueno, Fabio de Poli, Luca Alinari, Alfredo Fabbri.

30 Sculture - Mauro Vaccai, Antonio Violano, Francesco Cilia, Carlo Damerini, Alessandro Righetti, Mino Maccari, Romano Battaglioli, Guido Bucci, Aristide Coluccini, Ennio Bandelli, Galeazzo Auzzi, Gino Conti, Delio Granchi, Pietro Cioni, Venturino Venturi, Jorio Vivarelli, Diana Baylon, Chiara Coda, Gino Terreni, Antonio Berti, Giuseppe Gavazzi, Quinto Martini, Nado Canuti, Marcello Fantoni, Pirzio, Vitaliano De Angelis, Romano Lucacchini, Tito Amadori.

La produzione artistica del Museo si è fermata con l’arrivo degli anni ‘90 e poi la scomparsa (nel 2005) del suo fondatore. Il Museo è oggi sotto la cura della Pro Loco di Castagno che si sta attualmente impegnando sia per avviare un lavoro di restauro che per ripristinare la “tradizione”: da quest’anno 2019, infatti, gli abitanti del borgo ricominceranno ad ospitare alcuni artisti per arricchire ed espandere il Museo all’aperto! - Nota: Se sei Artista, c’è una CALL! Leggi qui.

Sosta  - scultura di Ennio Banderelli

Sosta - scultura di Ennio Banderelli

Crocifissione  - scultura di  Jorio Vivarelli

Crocifissione - scultura di Jorio Vivarelli

Ecco quindi spiegato perché Castagno è un Borgo Museo. Un luogo speciale, magico e prezioso. Probabilmente il primo ma non l’unico in Italia. Tu ne conosci altri?


UN “FRATELLO” IN VALLE D’AOSTA!

Noi abbiamo scoperto che esiste almeno un altro Borgo Museo in Italia, in provincia di Aosta. Si chiama Etroubles e dal 2005 è un Museo a cielo aperto: per le vie del borgo incontriamo oltre 20 opere firmate da artisti di fama internazionale, due delle quali, aggiunte nel 2006, dedicate alla Via Francigena. Un progetto realizzato dal Comune grazie ai fondi della Comunità Europea ed in collaborazione con la Fondation Pierre Gianadda (Martigny, Svizzera). Anche qui, come a Castagno, la modernità delle opere d’arte si scontra armoniosamente con quell’atmosfera senza tempo tipica dei borghi di montagna.


IL PRIMO BORGO MUSEO IN ITALIA

(almeno fino a prova contraria)!

Chissà se esistono altri Borghi Musei oltre a Castagno in Toscana ed Etroubles in Valle d’Aosta, chissà quanti sono e chissà dove si nascondo!! È molto probabile però che per età, o meglio data di fondazione, Castagno di Piteccio (Comune di Pistoia) sia il primo Borgo Museo d’Italia.

Fin dai primi anni ’70, è stato un luogo di produzione artistica. Tra le varie iniziative, ricordiamo ad esempio il “Premio Castagno Nazionale di Pittura”, promosso dallo stesso Tommaso Paloscia. E poi quella che ha dato origine al Museo vero e proprio: l’edizione speciale del 1975, anno in cui sono stati invitati dodici artisti a rappresentare i 12 mesi dell’anno realizzando gli affreschi che sarebbero rimasti esposti sui muri in pietra dell’antico borgo. Negli anni seguenti, questo primo nucleo del Museo all’aperto si è ingrandito con oltre trenta opere di vari scultori che, come i dipinti, sono diventate parte integrante delle piccole piazze e strade del borgo.

Agosto  - affresco di  Bruno Saetti

Agosto - affresco di Bruno Saetti

Settembre  - affresco di  Antonio Bueno

Settembre - affresco di Antonio Bueno

Oppure ci sbagliamo a vantarci di questo primato? Per caso conosci un Borgo Museo che ha preceduto nella storia Castagno?! A prescindere dall’anno di fondazione, siamo comunque molto curiosi di scoprire altri “fratelli” in Italia e nel Mondo! Quindi ti invitiamo ad inviarci eventuali segnalazioni. Saremo felici di raccontare e condividere altre storie di borghi come il nostro, ovvero con la nostra stessa evidente passione per l’Arte a cielo aperto! Arte che così è davvero patrimonio di tutti.

P.S. Per inviarci la tua segnalazione, puoi commentare questo post, contattarci sui social media oppure inviare una mail a castagnodipiteccio@gmail.com - GRAZIE di cuore in anticipo! CdP team

C’era una volta il Castello di Castagno. E la Regina Ansa!

Ripercorrendo la storia di Castagno di Piteccio, a partire dalla sua origine, non possiamo che imbatterci subito nella figura di Ansa, l’ultima regina dei Longobardi.

È proprio qui, a circa due chilometri dall’attuale borgo, in una zona che nell’800 prese il nome di Saletto, che un tempo si trovava il Castello (di cui oggi restano poche tracce visibili) in cui risiedette Ansa. Ma perché una regina longobarda e tanto importante soggiornò tra le colline e montagne pistoiesi?

Una ricognizione della zona ha rivelato le tracce di un’antica costruzione, con un grande bastione a forma quadrangolare e la base di u torrione longobardo. Nel catasto granducale, la zona è segnata col nome di Saletto. Sulla mappa catastale del 1835, graficamente riportata qui sopra, è segnato a sinistra il paese di Castagno e poco più in alto, a destra, il Castello di Castagno (a circa due chilometri di distanza dal borgo, nella zona di Saletto).

Una ricognizione della zona ha rivelato le tracce di un’antica costruzione, con un grande bastione a forma quadrangolare e la base di u torrione longobardo. Nel catasto granducale, la zona è segnata col nome di Saletto. Sulla mappa catastale del 1835, graficamente riportata qui sopra, è segnato a sinistra il paese di Castagno e poco più in alto, a destra, il Castello di Castagno (a circa due chilometri di distanza dal borgo, nella zona di Saletto).

 

LA REGINA ANSA

Uno degli ambiti in cui la regina operò fu quello, tradizionale, del culto religioso. In particolare, insieme al marito Desiderio, controllava direttamente l’intera rete di complessi monastici in Lombardia, Emilia e Toscana. Specificamente nel territorio attorno a Castagno esistevano dei Monasteri Ospizio fondati in quell’epoca dal medico pistoiese Gaidualdo. Ma l’influenza della regina non finisce qui: nel 753, Desiderio promosse la fondazione del monastero di San Salvatore a Brescia, voluto soprattutto da Ansa, della cui comunità femminile divenne badessa la figlia Anselperga.

Molte informazioni su questa figura vengono fornite da Paolo Diacono: monaco, storico e poeta di origine longobarda. Il monaco dedicò un epitaffio in versi ad Ansa, definendola «bellissima» e sottolineando il suo intervento determinante durante il regno del marito non solo in ambito religioso ma anche politico: il suo ruolo nella politica matrimoniale rafforzò, nel contesto europeo, la posizione della monarchia longobarda. La figlia Adelperga venne promessa in sposa ad Arechi, che fu imposto come duca a Benevento, mentre un’altra figlia, Liutperga, sposò il duca di Baviera Tassilone. Infine, la terza figlia, il cui nome non è indicato dalle fonti del tempo (rinominata successivamente “Ermengarda” da Alessandro Manzoni), sposò Carlo, non ancora Magno, re dei Franchi. La coppia occupò dunque una posizione prestigiosa nell’aristocrazia bresciana.

La figura di Ansa rappresenta un passo avanti rispetto al concetto di regalità femminile. La sua forte influenza era sottolineata anche nella documentazione notarile del tempo: alla regina venivano ormai attribuiti titoli - declinati al femminile - un tempo riferiti al re: «excellentissima», «reverendissima», «felicissima». ­­

Dopo la caduta del regno longobardo ad opera di Carlo Magno, Ansa si rifugiò insieme al marito in Francia. La tradizione vuole che si trovi oggi sepolta nella basilica del monastero di San Salvatore in una tomba decorata da mosaici.

 

IL CASTELLO DI CASTAGNO

Purtroppo il Castello di Castagno - dove Ansa soggiornò durante il suo periodo trascorso in Toscana - venne distrutto nel XV secolo per circostanze ancora poco chiare. Il Castello ebbe comunque un ruolo fondamentale per la storia e per l’identità dell’attuale borgo: le sue rovine, infatti, furono utilizzate per la costruzione del primo nucleo abitativo del paese che ancora oggi vediamo e conosciamo come Castagno di Piteccio. Trasportate in quella che prima veniva chiamata la Villa (un’area intorno alla fortezza dove viveva la comunità che coltivava il terreno), le pietre servirono così ad ergere nuove mura e case dove oggi possiamo “leggere” il passato: qua e là per il borgo sono evidenti varie incisioni, alcune riportano simboli medievali, altre testimoniamo la fondazione del paese attorno al 1600 circa.

E In un certo senso, come le pietre di questo castello, anche la regina ANSA ebbe un ruolo di “fondatrice”: con la sua attività politica, contribuì a stabilizzare il popolo longobardo in Italia per quasi mezzo millennio, fino all’invasione franca. e la storia, infatti, non l’ha dimenticata.

Il #BorgoMuseo di Pistoia è online e social! :)

Da oggi - 19/02/2019 - il #BorgoMuseo di Pistoia (in Toscana), è ufficialmente online con questo sito web e presente sui social media: Facebook + Instagram + Twitter.

Condivideremo storie per persone curiose, eventi culturali per amanti dell'arte e della natura, bellissime passeggiate per autentici esploratori, esperienze uniche per viaggiatori appassionati, progetti insoliti per menti creative, residenze per artisti e molto altro... E lo faremo coinvolgendo sempre la vera anima di questo luogo magico ed unico: gli abitanti di Castagno di Piteccio!

VIENI A TROVARCI, ti aspettiamo!! :)

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