Scultura in terra – Venturino Venturi

Borgo Museo | Sculture 1976 – 2004


ITALIANO | English below

La vita

Venturino Venturi nasce nel 1918 a Loro Ciuffena, un paese nella provincia di Arezzo. Nel 1921 segue il padre Attilio, antifascista ed emigrante, prima in Francia e poi in Lussemburgo, dove compie i propri studi. Nel 1936 decide di proseguire la propria formazione in Italia, dove frequenta l'Accademia delle Belle Arti di Firenze sotto la guida del maestro Bruno Innocenti. Qui vive il clima culturale del tempo, stringendo amicizia con il pittore Ottone Rosai, il poeta Eugenio Montale e i più giovani scrittori Mario Luzi e Vasco Pratolini. Tutto questo s’interrompe con l’arrivo della seconda guerra mondiale: nel 1940 viene chiamato alle armi e inviato sul fronte balcanico; nell'inverno dello stesso anno viene gravemente ferito e rimpatriato trascorre una lunga degenza a Firenze. Nell'aprile del 1945, a pochi giorni dalla Liberazione di Firenze, allestisce la sua prima personale nella Galleria La Porta: espone sculture, dipinti, bozzetti e disegni, sintesi di dieci anni di un costante e intenso lavoro creativo e riscuote immediato successo. In seguito partecipa alle principali rassegne artistiche italiane, tra cui la Biennale di Venezia del 1950. Nel 1960, la Strozzina di Firenze organizza la sua prima antologica. Nel 1993 il Comune di Loro Ciuffenna, dove Venturino ha scelto di risiedere, inaugura un Museo interamente dedicato alla sua opera, e i suoi lavori entrano nelle collezioni permanenti dei grandi musei. Poco dopo la sua scomparsa (2002) viene inaugurata e aperta al pubblico anche Casa Venturi, la sua casa studio oggi sede dell’Archivio Venturino Venturi e del Centro di Documentazione per la Scultura Italiana del Novecento.

La poetica

Attorno al 1947, Venturino Venturi viene in contatto con un gruppo di astrattisti fiorentini che cambia completamente il suo modo di vedere l'arte allontanandosi così dalla geometria dell'epoca. In particolare, l'amicizia con l’architetto razionalista Giovanni Michelucci è fondamentale per l'evoluzione successiva della sua arte. Sempre a Firenze, tra il 1950 e il 1953, crea molti dei suoi capolavori di scultura: Maternità di straordinaria sintesi e ritratti in cui emerge la sua singolare attitudine a penetrare l'essenza umana. Dal 1954 al 1956, lavora invece incessantemente ai mosaici, spezzando lui stesso una ad una le pietre che costituiscono la superficie musiva. Poi dal 1960 al 1968 si dedica alle carte “informali" realizzate secondo la sua particolare tecnica della impressione: passa ad olio una tavola di compensato, vi appoggia il foglio, e da dietro traccia rivoli di densa materia. Infine, alla produzione grafica alterna la ritrattistica in scultura.

L’opera a Castagno

Venturino Venturi, invitato da Tommaso Paloscia, contribuisce al Museo all’aperto di Castagno con una “Scultura in terra” nella quale spicca tutto il suo astrattismo. La scultura in bronzo è composta da due elementi ad altezza uomo che disegnano una grande X e lascia al visitatore la possibilità di un’interpretazione davvero molto libera. L’artista ha inoltre il merito di aver portato a Castagno anche l’opera Amor Filiale di Pietro Cioni, suo allievo e concittadino (di Loro Ciuffenna) che stimava e che volle quindi presentare al critico d’arte e amico Paloscia.


ENGLISH

Biography

Venturino Venturi was born in 1918 in Loro Ciuffena, a town in the province of Arezzo. In 1921 he followed his father Attilio, an anti-fascist and emigrant, first to France and then to Luxembourg, where he completed his studies. In 1936 he decided to continue his training in Italy, where he attended the Academy of Fine Arts in Florence under the guidance of the master Bruno Innocenti. Here he lived the cultural climate of the time, making friends with the painter Ottone Rosai, the poet Eugenio Montale and the younger writers Mario Luzi and Vasco Pratolini. All this stopped with the arrival of the Second World War: in 1940 he was called up and sent to the Balkan front; in the winter of the same year he was seriously injured and repatriated and spent a long hospital stay in Florence. In April 1945, a few days after the Liberation of Florence, he set up his first solo show in the Galleria La Porta: he exhibited sculptures, paintings, sketches and drawings, a synthesis of ten years of constant and intense creative work and was immediately successful. Later he participated in the main Italian art exhibitions, including the Venice Biennale of 1950. In 1960, the Strozzina of Florence organised its first anthology. In 1993 the Municipality of Loro Ciuffenna, where Venturino has chosen to reside, inaugurates a museum entirely dedicated to his work, and his works enter the permanent collections of the great museums. Shortly after his death (2002), Casa Venturi was also inaugurated and opened to the public, his home studio now home to the Venturino Venturi Archive and the Documentation Center for Twentieth Century Italian Sculpture.

Philosophy

Around 1947, Venturino Venturi came into contact with a group of Florentine abstractionists who completely changed his way of seeing art, thus moving away from the geometry of the time. In particular, the friendship with the rationalist architect Giovanni Michelucci is fundamental for the subsequent evolution of his art. Also in Florence, between 1950 and 1953, he creates many of his sculptures masterpieces: Maternity of extraordinary synthesis and portraits in which his singular aptitude for penetrating the human essence emerges. From 1954 to 1956, he worked incessantly on mosaics, breaking the stones that make up the mosaic surface himself one by one. Then from 1960 to 1968 he devoted himself to "informal" papers made according to his particular technique of impression: he oiled a plywood board, placed the sheet on it, and from behind he traced streams of dense material. Finally, he alternated graphic production with portraiture in sculpture.

Artwork in Castagno

Venturino Venturi, invited by Tommaso Paloscia, contributes to the open-air Museum of Castagno with a Sculpture in the ground in which all his abstractionism stands out. The bronze sculpture is composed of two elements at eye level that draw a large X and leaves the visitor the possibility of a very free interpretation. The artist also has the merit of having brought to Castagno also the work Amor Filiale by Pietro Cioni, his pupil and fellow citizen (of Loro Ciuffenna) whom he esteemed and then wanted to present to the art critic and friend Paloscia.